lunedì 9 giugno 2014

I sali di alluminio come adiuvanti nei vaccini - 1° parte

Da quando il "mercurio" (ovvero il thiomersal, un antisettico) è stato eliminato dai vaccini (in Italia da anni non c'è più alcun vaccino in commercio contenente questa sostanza) i movimenti antivaccinali hanno scelto i composti di alluminio come nuovo bersaglio per la loro campagna denigratoria, al fine di creare uno stato d'ansia nei genitori.

Minuscole quantità di composti di alluminio (circa un millesimo di un grammo) vengono aggiunte ai vaccini che proteggono dalle seguenti malattie:

il tetano
la difterite
la pertosse
l'Haemophilus influenzae B (Hib)
l'Epatite A e B,
lo pneumococco
il meningococco
il papillomavirus umano
il meningococco B

Invece non si trova alluminio nei vaccini contro

la polio
l'influenza
quelli a virus vivi (contro il morbillo, la rosolia, la parotite, la varicella, il rotavirus).

I composti di alluminio rappresentano una componente vaccinale importantissima poiché

  • aumentano l'efficacia del vaccino, stimolando il sistema immunitario e permettendo di ridurre la quantità di antigeni necessari per produrre il vaccino e il numero di dosi da somministrare
  • prolungano la protezione immunologica 
  • riducono la frequenza e gravità di diverse reazioni sistemiche e locali legando e rilasciando solo lentamente molecole biologicamente attive presenti nei vaccini.
Per tale motivo vengono chiamati adiuvanti (dal latino adiuvare, tradotto in italiano: aiutare).

Quindi i compostidi alluminio sono sostanze molto utili che ci aiutano a proteggere i nostri figli da malattie molto serie.



Purtroppo gli antivaccinisti non tengono minimamente conto di questi punti forti e vantaggiosi per noi, ma cercano con metodi criticabili di convincere i genitori che i composti di alluminio contenuti nei vaccini siano altamente tossici. In particolare tutto quello che prima attribuivano al mercurio (con tanto di "prove") ora all'improvviso viene attribuito all'alluminio (sempre con le "prove"). Non sembrano rendersi conto che queste nuove "prove" in pratica rendono nulle quelle che prima mostravano contro il thiomersal contenuto nei vaccini. Mentre le "prove" contro il mercurio rendono nulle quelle che oggi mettono sul tavolo contro l'alluminio. Se si dovessero togliere i composti di alluminio, le stesse malattie che fino ad ora erano - secondo loro - state causate prima dal mercurio, poi dall'alluminio, verrebbero attribuite a qualche altro ingrediente dei vaccini e/o agli antigeni. Insomma, per loro la colpa è sempre di qualche cosa contenuta nei vaccini, il nome del colpevole di turno è intercambiabile. Sanno bene che la gente che gli da' fiducia non si mette a riflettere o a verificare. Gli basta un pubblico ignorante in materia e la cosa è fatta.

La prova sta nel fatto che vengono condannati anche i vaccini che non contengono l'alluminio (vedi l'elenco sopra).

Da circa 70 anni si usano vaccini che contengono composti di alluminio e più di un miliardo di persone sono state immunizzate con tali vaccini, molto probabilmente anche chi legge. C'è una vastissima quantità di letteratura internazionale sulla sicurezza di questi vaccini quindi per conseguenza logica anche sulla sicurezza dei composti di alluminio che sono una loro parte integrante. Inoltre la tossicità dell'alluminio è stata definita già negli anni 60 con numerosi studi sugli animali.

Per preparare questo articolo ho letto non solo molta letteratura scientifica ma anche i capitoli su questo tema nei vari libri di antivaccinisti della mia raccolta. Come sempre, prendo come esempio alcune delle loro argomentazioni per confrontarli con l'evidenza scientifica. Secondo me è molto utile rendersi conto dei metodi che usano per persuadere le persone dei presunti rischio dei vaccini e in questo caso dei composti di alluminio.

La prima cosa che ho notato è che nessuno di questi autori ha trovato necessario spiegare che l'alluminio è il metallo più abbondante in natura (costituisce l'8% della crosta terrestre) e al terzo posto come elemento chimico. Da miliardi di anni tutti gli esseri viventi sono stati in costante contatto con l'alluminio che è ubiquitario (cioè si trova dappertutto), quindi si sono evoluti in un ambiente che comprende la presenza di questo metallo. Infatti lo ingeriamo in modo del tutto naturale ogni giorno con il cibo e con l'acqua e lo respiriamo costantemente. Un neonato nasce già con una certa dose di alluminio che ha ricevuto dalla madre. Anche il latte materno contiene minuscole quantità di alluminio, il latte artificiale di più e il latte di soia molto di più, ma comunque sempre parecchio distante dai livelli minimi di tossicità. La maggior parte dell'alluminio attraversa il tratto gastrointestinale e viene espulsa con le feci. Circa il 98-99% di quella minima percentuale che raggiunge il sangue viene eliminata velocemente con le urine. Solo una piccola parte si accumula nel corso della vita, senza provocare malattie.

E' vero che l'alluminio è tossico come lo è qualsiasi altra sostanza di questo mondo, ma come queste, lo diventa solo in dosi altissime.

RicordateVi sempre:

E' la dose che rende una sostanza tossica 


Per rendere l'idea, la tossicità acuta dell'idrossido di alluminio (Al(OH)3) che è l'adiuvante più usato nei vaccini, è simile a quella del cloruro di sodio (NaCl) che è il comune sale da cucina. La maggior parte dei vaccini contiene circa 4,5 mg / 0,5 ml (= 1 dose) di sale da cucina e di solito solo circa 0,5 mg / 0,5 ml di idrossido di alluminio  Al3+. Ma non si è ancora sentito parlare da parte degli antivaccinisti della tossicità del sale da cucina nei vaccini.

La tossicità da alluminio riguarda quasi esclusivamente gruppi ristretti di persone con una funzionalità renale gravemente compromessa (per esempio chi è sotto dialisi) o ancora immatura (i bambini nati prematuri). Se questi soggetti ricevono per lunghi periodo massicce dosi di alluminio, questo si accumula a livelli preoccupanti, perché non riescono ad eliminarlo per niente o non efficacemente con le urine. In condizioni normali invece una persona sana non è a rischio perché espelle la maggior parte dell'alluminio con le urine e quindi l'accumulo risulta minimo.

Per farla breve, gli antivaccinisti estrapolano i dati che riguardano persone con i reni compromessi che ricevono per molto tempo quotidianamente altissime dosi di alluminio (per esempio con la dialisi o con la nutrizione parenterale) e li sfruttano per far credere che le minuscole quantità di composti di alluminio presente nei vaccini a cui i bambini vengono sottoposti solo ogni tanto siano altamente tossiche. Naturalmente questo non salta subito all'occhio quando si leggono le loro spiegazioni. Ma per chi le controlla con attenzione ricercandone le fonti riportate, se ne rende conto facilmente. Nella seconda parte di questo articolo esamineremo insieme i lavori su questo argomento riportati nei libri degli autori critici delle vaccinazioni.

E' stato stimato, che quando un bambino nasce, il contenuto totale di alluminio del suo corpo è circa 384 microgrammi (1 microgrammo è la milionesima parte di un grammo), cioè 0,4 milligrammi. Poi, giorno per giorno, riceve piccole dosi di alluminio attraverso il latte.

Nei primi sei mesi egli sarà stato esposto in totale (aggiustato per lo 0,78% di assorbimento orale)

con il latte materno: 0,03 mg (perché 1 litro ne contiene in media 40 mcg (= 0,04 mg) di cui lo 0,78% ca. arriva nel sangue)
con il latte artificiale: 0,15 mg (1 litro ne contiene in media 225 mcg (= 0,225 mg) di cui lo 0,78% ca. arriva nel sangue)

Anche dopo lo svezzamento egli continua ad essere esposto all'alluminio, giorno dopo giorno, per tutta la vita: con il cibo, l'acqua e l'aria che respira, e questo vale per tutti gli essere viventi su questo pianeta da miliardi di anni. L'evoluzione ci ha adattati a questa esposizione continua all'alluminio. Possediamo numerose barriere e meccanismi di eliminazione che ci proteggono da un eventuale accumulo dannoso di alluminio.

L'esposizione all'alluminio attraverso le vaccinazioni è comunque diversa da quella del cibo perché non ci sono le barriere che invece si trovano nel tratto gastro-intestinale che fanno passare e arrivare al sangue meno del 1% dell'alluminio ingerito. Quindi c'è da aspettarsi che l'intera quantità di alluminio arriverà dal muscolo al sangue, in realtà tale passaggio non avviene immediatamente ma richiede del tempo.

La chiave sta nel fatto che l'alluminio, essendo chimicamente molto reattivo, in natura si trova di solito sempre in forma di qualche composto con altri elementi. Questi composti hanno per esempio diversi gradi di solubilità che è un importante fattore che influenza la biodisponibilità e quindi indirettamente anche la tossicità.

Gli adiuvanti vaccinali più usati sono due composti di alluminio, l'idrossido di alluminio Al(OH)3 e il fosfato di alluminio AlPOEntrambi sono dei gel  poco solubili. Su di essi vengono adsorbiti gli antigeni. Quando si iniettano nel muscolo, questi gel rimangono a lungo lì e rilasciano gli antigeni molto lentamente. E anche l'alluminio Al3+ che è legato all'idrossido o al fosfato viene solubilizzato solo molto lentamente, legandosi con gli ioni del citrato presenti nei liquidi interstiziali (= la soluzione acquosa presente fra le cellule) del muscolo. Nel momento in cui gli ioni dell'alluminio si legano a quelli del citrato, diventano solubili e vengono trasportati velocemente ai reni dove vengono eliminati con le urine. Dopo un'esposizione a bassi livelli di alluminio apparentemente c'è poca differenza fra bambini piccoli e adulti per quanto riguarda la clearance renale dell'alluminio stesso.

La piccola quantità di alluminio che non viene eliminata con le urine può accumularsi in alcuni organi: si stima che durante l'intero arco della vita, si accumulano nell'organismo circa 35 mg di alluminio (5-60). Circa la metà dell'alluminio presente nell'organismo si trova nelle ossa, circa il 25% nei polmoni e solo l'1% nel cervello. Questo perché l'emivita (tempo richiesto per l'eliminazione del 50% di una sostanza) dell'alluminio è diversa nei vari organi: nelle ossa viene calcolata in anni, quindi l'alluminio viene eliminato talmente lentamente che si ha un accumulo netto. Nei tessuti molli invece è molto breve, meno di due giorni, quindi l'accumulo è estremamente basso.

La maggior parte dei dati sui rischi dell'alluminio, riguarda la via principale di esposizione, cioè attraverso il cibo. Questi possibili rischi sono stati esaminati ripetutamente da gruppi di esperti internazionali come il Joint FAO/WHO Expert Committee on Food Additives (JECFA), l'AFC-Panel (Panel on food additives, flavourings, processing aids and materials in contact with food") dell'EFSA  (Autorità europea per la sicurezza alimentare) etc.

L'EFSA, per esempio, ha fissato come dose settimanale tollerabile 1 mg di alluminio per chilogrammo di peso corporeo (TWI). Questo valore rappresenta una stima della quantità media che può essere assunta settimanalmente per via orale per tutta la vita, senza importanti rischi per la salute. Comprende un ampio margine di sicurezza (del fattore 100), perciò anche se viene superato non ci si deve necessariamente aspettare un effetto tossico.

Vorrei sottolineare ancora una volta che questo valore si riferisce a un'assunzione orale di alluminio in forma solubile attraverso il cibo e l'acqua che si ripete ogni giorno per tutta la vita.

Con la vaccinazione invece l'alluminio, in forma poco solubile, viene introdotto nell'organismo attraverso un'iniezione nel muscolo. Inoltre questa esposizione non si ripete ogni giorno per tutta la vita.

Considerando le importanti differenze della quota e della velocità di assorbimento fra questi due modi di assunzione di alluminio, non si può uguagliare la quantità di esposizione con le rispettive quantità disponibili nella circolazione sistemica.

A causa di queste fondamentali differenze il valore TWI non può essere direttamente usato per una valutazione del rischio dei composti di alluminio nei vaccini, ma è comunque utile come linea guida.

Il Paul Ehrlich Institut (PEI), l'organismo governativo tedesco che si occupa della sicurezza e l'approvazione dei farmaci, ha redatto un documento sui medicinali per il trattamento della desensibilizzazione allergica i quali contengono come adiuvanti i composti di alluminio (e che quindi sono perfettamente paragonabili alle vaccinazioni sia come tipo di composti che come modalità di somministrazione.)

Il PEI ha fatto il seguente calcolo teorico per vedere quanto incide l'alluminio usato come adiuvante sul totale che assumiamo da altre fonti:

Con una terapia di desensibilizzazione allergica della durata di tre anni (con otto applicazioni all'anno ad intervalli di sei settimane) con un allergene che contiene 0,5 mg di alluminio per dose, la quantità cumulativa che viene assunta è 12 mg. Con un accumulo del 2% si aggiungerebbe 0,24 mg alla quantità che si accumula durante l'intera vita (che è, come abbiamo visto, in media 35 mg). Il PEI conclude che il contributo di una terapia di desensibilizzazione allergica con un farmaco contenente alluminio, paragonato a quello che si accumula da altre fonti è da considerarsi minima. Il PEI sottolinea inoltre che in nessun momento è disponibile l'intera quantità di alluminio nel sangue.

Con le vaccinazioni si assume molto meno perché non sono previste per tre anni di seguito ogni anno otto appuntamenti vaccinali.

Se si seguono le raccomandazioni del calendario vaccinale, un bambino italiano riceve nel primo anno di vita:

3 dosi di esavalente che contiene 0,82 mg Al3+ a dose = 2,46 mg
3 dosi di antipneumococco che contiene 0,125 mg di Al3+ a dose = 0,375 mg

(da quando ho scritto questo articolo, nel calendario vaccinale è stato aggiunto anche il vaccino contro il meningococco B che contiene i composti di alluminio. Ho aggiornato i dati come segue, sbarrando quelli precedenti:

4 dosi di anti-meningococco B che contiene 0,500 mg di Al3+ a dose = 2 mg

totale: 2,835 4,835 mg, quindi meno di 3 5 millesimi di un grammo

Usando il calcolo che ha fatto il PEI, questo significa che assumendo un accumulo del 2% si aggiungerebbe 0,06  1 mg 0,096 mg ai ca. 35 mg che si immagazzinano nell'organismo durante l'intera vita. Di questi 0,06 1 mg 0,096 mg nel cervello verrebbe depositato l'1% cioè 0,0006 0,001 mg ovvero 0,6 1 microgrammo (un milionesimo di grammo). Nell'intero scheletro si immagazzinerebbe il 50% cioè 0,03 0,05 mg, 3 5 centomillesimi parti di un grammo.

E' veramente sorprendente come i movimenti antivaccinali riescano a creare il panico tra i genitori, con parole d'effetto scelte accuratamente, come "metalli pesanti", "cocktail di tossine", "altamente tossico", "barriera emato-encefalica immatura" etc. Quando in realtà si tratta, come abbiamo appena visto, di ca. mezzo milionesimo di grammo che si accumula nel cervello se un bambino nel primo anno di vita riceve tutte le vaccinazioni raccomandate dagli esperti. E in cambio questo bambino è protetto da 7 malattie pericolose che se contratte lo potrebbero anche uccidere. Ci sono quindi genitori che per evitare mezzo milionesimo di grammo di alluminio che è una minima parte di quanto il bambino assume nel corso della vita naturalmente con il cibo, l'acqua e con l'aria lasciano i propri bambini senza protezione da queste malattie infettive pericolose! Questo accade perché nessuno di loro verifica le affermazioni degli antivaccinisti, ma preferisce fidarsi e lasciarsi comodamente trascinare dai loro slogan.

Bibliografia:

Paul Ehrlich Institut - 21 gennaio 2014
Sicherheitsbewertung von Aluminium in Therapieallergenen

US Food and Drug Administration (FDA) - 1 maggio 2012
Study Reports Aluminum in Vaccines Poses Extremely Low Risk to Infants

Vaccine 2002;20(Sppl. 3):513-7.
Aluminum toxicokinetics regarding infrant diet and vaccinations
Keith. LS, Jones DE, Chou CH.

Vaccine 29 (2011) 9538-9543
Updated aluminum pharmacokinetics following infant exposures through diet and vaccination
Robert J. Mitkus, et al
Office of Biostatistics and Epidemiology, Food and Drug Administration, Center for Biologics Evaluation and Research, Rockville, MD
Office of Vaccines Research and Review, Food and Drug Administration, Center for Biologics Evaluation and Research, Rockville, MD

The Children's Hospital of Philadelphia - Vaccine Education Center

Parere dell’EFSA sulla Sicurezza dell’Alluminio negli Alimenti
Comunicato stampa - 15 luglio 2008

DDr. Wolfgang Maurer (AKH Vienna)
Presentazione - 22 marzo 2014 "Aluminium"

16 commenti:

  1. Ottimo articolo, da far leggere a molta molta gente per combattere l'ignoranza e/o la disinformazione, che molte volte sono anche collegate.

    RispondiElimina
  2. Se il limite di ASSUNZIONE di alluminio settimanale è 1mg/kg per settimana, considerando che i bambini a tre mesi possono pesare anche 4/5/6 kg, il limite giornaliero sarebbe 0.57/0.71/0.87 mg. Allora vien da se che 0.86mg INIETTATO in una seduta di esavalente superi quel valore nei primi due casi e sia equivalente nell'ultimo. Chi ha scritto questo testo perchè omette un dato così rilevante?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi perdoni ma modificando i dati a piacimento è facile sostenere qualsiasi tesi. Il limite è calcolato a settimana per un motivo. Ripetendo i suoi calcoli per un bambino di 4/5/6 kg la dose settimanale sicura è 4/5/6 mg. una dose del vaccino che ne contiene di più ne contiene 0.5 mg quindi a meno di non dargli 23 litri di latte artificiale nel resto della settimana siamo abbondantemente nei limiti. Del resto se nessuno ha mai trovato uno straccio di prova che l'alluminio nei vaccini possa causare alcunché direi di voltare pagina e dedicare tante energie a problemi ben più seri e soprattutto reali, non crede?

      Elimina
  3. Eppure l'ho spiegato nel mio articolo. Forse ti è sfuggito: "L'EFSA, per esempio, ha fissato come dose settimanale tollerabile 1 mg di alluminio per chilogrammo di peso corporeo (TWI). Questo valore rappresenta una stima della quantità media che può essere assunta settimanalmente per via orale per tutta la vita, senza importanti rischi per la salute. Comprende un ampio margine di sicurezza (del fattore 100), perciò anche se viene superato non ci si deve necessariamente aspettare un effetto tossico.

    Vorrei sottolineare ancora una volta che questo valore si riferisce a un'assunzione orale di alluminio in forma solubile attraverso il cibo e l'acqua che si ripete ogni giorno per tutta la vita.

    Con la vaccinazione invece l'alluminio, in forma poco solubile, viene introdotto nell'organismo attraverso un'iniezione nel muscolo. Inoltre questa esposizione non si ripete ogni giorno per tutta la vita."

    RispondiElimina
  4. Potrebbe aggiornare il calcolo a seguito delle 12 inoculazioni previste dal nuovo decreto?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. interessante articolo: anche a me farebbe piacere conoscere il calcolo del calendario vaccinale aggiornato ai 10 attuali. grazie

      Elimina
    2. Nel primo anno sono in totale 2,46 mg (3 dosi di esavalente).

      Elimina
  5. No, non tolgo il vaccino antipneumococco dal mio calcolo, solo perché non è previsto dal decreto legge. E' comunque importantissimo farlo e spero che lo inseriranno.

    RispondiElimina
  6. Mi perdoni, ma dove dice
    "Per rendere l'idea,la tossicità acuta dell'idrossido di alluminio (Al(OH)3) che è l'adiuvante più usato nei vaccini, è simile a quella del cloruro di sodio (NaCl) che è il comune sale da cucina. La maggior parte dei vaccini contiene circa 4,5 mg / 0,5 ml (= 1 dose) di sale da cucina e di solito solo circa 0,5 mg / 0,5 ml di idrossido di alluminio"

    Suppongo ci sia un errore. I 0,5mg/0,5ml si riferiscono all'AL3/AL3+ e non all'idrossido di alluminio. Normalmente l'idrossido di alluminio è 1,5mg/0,5ml.Almeno per quanto viene riportato sui foglietti illustrativi. Solo una precisazione, il merito del Suo discorso non cambia.
    Grazie

    RispondiElimina
  7. Grazie, hai perfettamente ragione. E' un errore nel documento da dove ho riportato questo dato e non me ne sono accorta. Più tardi lo correggo. Grazie ancora!

    RispondiElimina
  8. secondo questo studio l'alluminio in acqua dovrebbe essere contenuto entro 50 microgrammi/litro d'acqua per non essere pericoloso. Ciò vuol dire che un uomo adulto che beve mediamente 2 l al giorno possa tollerare 100 microgrammi.
    Voi qui parlate di 4/5 milligrammi a dose che va in accumulo con quanto già precedentemente ingerito/assorbito. vi rendete conto delle unità di misura? il milligrammo è 1000 volte un microgrammo pertanto voi stessi affermate che un vaccino contiene circa 40 - 50 volte il limite giornaliero tollerabile di un adulto di 80 kg.....
    http://www.nogeoingegneria.com/effetti/salute/universita-di-padova-alluminio-e-salute-dalla-neurochimica-alla-neurodegenerazione/

    RispondiElimina
  9. Articolo meraviglioso, ma non ammetteranno mai l'evidenza. Troppo difficile.

    Ho smontato parte dopo parte uno studio, da loro usato presente su pubmed, datato 1998 che ammette delle impossibilità di certezza visto la strumentazione utilizzata e la necessità di ricerche più approfondite a tema Thimerosal nei vaccini.
    Risposta al mio far notare non essere più valido visto un ricerca di ben 20 anni, visto che i processi di produzione dei vaccini sono cambiati, è stata, non si può nemmeno pretendere che la mole di roba sia tutta recente.
    Poi aggiunto la questione alluminio, particolato etc

    RispondiElimina
  10. @unknown sull'alluminio:
    secondo l'EPA il limite "secondario" per le acque potabili oscilla fra 50 e 200 microgrammi per litro, vedi
    https://www.epa.gov/dwstandardsregulations/secondary-drinking-water-standards-guidance-nuisance-chemicals
    Per limite "secondario" s'intende un valore estetico, non di tossicità.

    Non riesco a trovare la fonte originale dello studio, pur avendo provato con Google Scholar. Quel che è certo, si tratta di un cavallo di battaglia per un gran numero di siti "dubbi", sciachimisti e altro. Fermo restando che Zatta appare essere uno specialista con studi decennali alle spalle.

    RispondiElimina
  11. Secondo l'OMS il limite di residuo di alluminio nell'acqua potabile è tra 0,1 e 0,2 mg. Solo il 4% dell'alluminio che un adulto assumo normalmente al giorno proviene dall'acqua, il resto soprattutto dall'alimentazione.
    Come ho spiegato nel mio articolo, l'alluminio nei vaccini è poco solubile, perciò l'esposizione è molto bassa e l'alluminio viene velocemente espulso. Solo una minima parte si accumula. E' pochissimo rispetto all'accumulo, giorno dopo giorno, con il cibo e l'acqua. Ogni dose di vaccino contiene generalmente circa mezzo mg di alluminio e tra una dose e l'altra passa del tempo. E quando si ha finito il ciclo primario, questa fonte temporanea di alluminio è praticamente finita. Però si mangia e beve ogni santo giorno, per tutta la vita e si accumula molto più alluminio da questa fonte, senza danni per la salute.
    Aluminium in drinking-water

    RispondiElimina
  12. Lei scrive: "assumendo un accumulo del 2% (di 4,8 mg) si aggiungerebbe 1 mg ai ca. 35 mg che si immagazzinano nell'organismo durante l'intera vita."
    Ma in realtà il 2 % di 4,8 mg è 0,096 mg, cioè circa 0,1 mg molto meno di 1 mg.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mille grazie! Ho corretto. L'errore è successo quando ho arrotondato.

      Elimina