giovedì 17 dicembre 2009

Cronologia della pandemia d'influenza del 1968/69

L'ultima pandemia causata dal virus dell'influenza A cominciò nel 1968. Leggendo i Weekly Epidemiological Records dell'OMS di allora si può seguire passo passo lo svolgimento della pandemia. Qualche mese dopo la fine della prima e della seconda stagione si trova il resoconto dell'influenza nel mondo. Ho riportato il resoconto riferito al Canada, gli USA e l'Europa in una tabella per poter confrontare l'inizio, il momento del picco e la fine dell'epidemia nei vari paesi e anche, dove era indicato, l'impatto della pandemia. Questa tabella si trova alla fine di questo post.

Tutto comincia a metà luglio del 1968 a Hong Kong. Si registra un'epidemia di influenza che colpisce persone di tutte le età. Il virus viene isolato e si scopre che si tratta di un nuovo ceppo di influenza A.






 





Appena il nuovo virus viene isolato dalla dott.ssa W.K. Chang del WHO National Influenza Centre a Hongkong, lo manda al WHO World Influenza Centre a Londra, dove presto si ha la conferma che si tratta di un virus antigenicamente distinto dai ceppi influenzali che avevano circolato in precedenza. Il WHO International Influenza Centre for the Americas, Atlanta USA, arriva allostesso risultato. Immediatamente si avverte il network mondiale del WHO (80 Centri Nazionali per l'Influenza distribuiti in 55 paesi). Contemporaneamente dei ceppi del nuovo virus vengono distribuiti ai produttori di vaccini e agli interessati centri nazionali per l'influenza. Questi centri nazionali possono così controllare l'immunità della popolazione verso il nuovo virus e testare l'efficacia dei vaccini influenzali esistenti. Molti di loro riportano che la maggior parte delle persone che avevano avuto l'influenza causata dal virus stagionale o che erano state vaccinate contro l'influenza stagionale hanno poca immunità contro il nuovo virus. Perciò si prevede grandi epidemie durante l'anno influenzale a venire.


 


I primi lotti di vaccino sono pronti a novembre ma per avere una quantità adeguata si deve aspettare ancora qualche mese. Con le prime dosi prodotte devono essere vaccinate le persone a maggiore rischio: gli anziani, le donne incinte e pazienti con malattie croniche cardio-vascolari polmonari o metaboliche.



 Fonte: Weekly Epidemiological Records, 3 gennaio 1969


Il virus comincia a muoversi verso altri paesi:

 


I dati preliminari delle caratteristiche antigeniche vengono confermate da esami più approfonditi


 
 




L'influenza arriva alle Philippine. I casi sono generalmente di natura benigna e complicazioni solo molto rare.
Anche in Cina i casi sono benigni e finora non sono stati riportati casi di morte.




Fonte: Weekly Epidemiological Records, 13 settembre 1968

Nelle ultime due settimane di agosto 11 su 40 membri dell'equipaggio di una nave che torna da Saigon ed è diretta a Vancouver si ammalano di sindrome influenzale. L'esame degli anticorpi conferma che la malattia è stata causata dal virus della nuova influenza. Anche a Londra si registra il primo caso, in una bambina di 1anno e mezzo e anche sua madre presenta successivamente gli stessi sintomi.



Fonte: Weekly Epidemiologic Records, 27 settembre 1968


Il virus viene portato da una nave proveniente da Singapore con a bordo 16 malati a Madras in India. L'epidemia si allarga velocemente. Anche altri paesi vengono raggiunti dal virus.


Fonte: Weekly Epidemiological Records, 4 ottobre 1968


Negli USA si registrano alcuni focolai. La malattia è clinicamente benigna. Sempre più paesi vengono visitati dal virus.



 

 



Nel Regno Unito alla fine di settembre c'è un focolaio di influenza in una scuola. Anche qui la malattia si presenta benigna e gli adulti, tranne una persona, non si ammalano.


Siamo al 15 novembre. In Svezia una persona proveniente dall'India importa il virus ma trasmette la malattia solo ad un membro della famiglia. Non si registrano altri casi.


Negli USA il virus comincia a provocare le prime epidemie. A Needles in California si ammalano da 300 a 500 persone su un totale di 5000 residenti. I sintomi sono mal di gola, febbre, profondo malessere, mialgia adenopatia cervicale. La malattia dura tra una e due settimane. In Colorado i casi di sindrome influenzale aumentano da 62 a 670 e 656 rispettivamente nelle due settimane successive.



A Puerto Rico vengono riportati 51 658 casi nel periodo dal 7 settembre al 16 novembre, ma l'epidemia è meno intensa dell'epidemia causata dall'influenza stagionale nel gennaio 1968.




In Olanda i cinque membri di una famiglia si ammalano e sembra che l'infezione non si sia diffusa.


 



In Islanda ci sono alcuni casi sporadici.
In Olanda, nel frattempo, l'epidemia si allarga in tutto il paese. Ci sono alcuni casi di morte ma nella maggioranza dei casi la malattia si presenta benigna.
In Germania c'è un focolaio con 17 casi in una stazione militare. Probabilmente importato da un soldato che era tornato dagli USA. La malattia si presenta benigna e non si diffonde nella popolazione.


Negli USA l'epidemia è in diminuzione. Anche se è difficile determinare il numero dei morti direttamente associati al virus, alcuni casi di morte causati direttamente dal virus in persone giovani e apparentemente sane sono stati riportati. La causa della morte: polmonite virale oppure causata da una superinfezione batterica.




Il virus arriva in Finlandia, in Svizzera...
 

Fonte: Weekly Epidemiological Reports, 24 gennaio 1969 

...e in Polonia e Germania. In Svezia l'epidemia si allarga: da 900 nella prima settimana a 1600 nella seconda a 2480 nella terza settimana. Anche qui la malattia si presenta nella maggior parte dei malati benigna.





Anche in Finlandia l'epidemia si allarga. Gli adulti si ammalano più spesso dei bambini. La malattia è generalmente benigna.

In Olanda l'influenza è benigna o moderata. Ci sono meno complicanze della stagione influenzale precedente (quella stagionale).



Negli USA il numero dei casi continua a diminuire. Nel Regno Unito la malattia è molto diffusa ma il numero dei casi di morte non fa pensare che la malattia abbia spesso un quadro clinico grave. Per esempio nell'ultima settimana di gennaio sono stati riportati 53 casi di morte e anche nella settimana precedente. Il massimo era stato raggiunto nella settimana che finisce con il 17 gennaio: 61 morti. Nel gennaio precedente la mortalità variava da 993 nella prima settimana di gennaio a 215 nell'ultima.
In Svezia l'epidemia è aumentata ancora. Siamo a 11.500 casi, il doppio della settimana precedente. La malattia continua ad essere benigna.

 
 

In Finlandia l'onda epidemica sta per diminuire. La malattia rimane benigna.
In Francia l'epidemia comincia ora. Il quadro clinico si presenta benigno o moderato.
In Germania il virus è diffuso in tutto il paese ma l'incidenza è normale o bassa. La malattia è benigna.


 

Anche in Czecoslovaccia è arrivata la pandemia e anche qui la malattia si presenta generalmente benigna.



In Polonia il 25% dei casi di malattia sono giovani adulti. La malattia è generalmente benigna.


Anche in Bulgaria e Francia la malattia viene descritta come benigna.
In Italia ci sono solo casi sporadici.
 

 

In Spagna la pandemia arriva solo a metà marzo.
In Francia si registrano solo alcuni morti, in anziani.
In Ungheria la malattia è benigna.






Nel Regno Unito sono stati registrati 448 morti, nelle prime otto settimane della pandemia, in confronto a 3761 morti nel periodo corrispondente dell'anno precedente alla pandemia.



 

L'epidemia è finita in Finlandia ed anche in Svezia ci sono molto meno casi.
Invece in Jugoslavia i casi aumentano.



In Germania il picco è stato superato. I casi di morte sono stati rari. Oltre al virus della nuova influenza circolano anche altri virus.




Alla fine di marzo nel Regno Unito ci sono ancora molti focolaio. Nella settimana che finisce con il 14 marzo i morti riportati sono 110. Nella settimana precedente erano 100 e nella settimana prima 76.


In Spagna il numero dei casi diminuisce a Barcelona ma continua ad aumentare in altre aree. La malattia è clinicamente benigna.
Nel Regno Unito i morti sono aumentati ancora leggermente rispetto alla settimana precedente, sono 118.



Ora, in Europa, la pandemia è finita.


Fonte: Weekly Epidemiological Report, 2 maggio 1969


Il 10 aprile 1970 nel Weekly Epidemiological Records è stato pubblicato il riassunto del primo anno di pandemia. Ho preparato una tabella e da questa un documento pdf dei dati che riguardano il Canada, gli USA e l'Europa.

Nel riassunto del WER si legge che negli USA c'è stata una vasta epidemia con un forte incremento della mortalità per polmonite-influenza. Se si confrontava l'eccesso di mortalità con il periodo corrispondente della pandemia del 1957/58, la severità era identica. Questa esperienza era unica e non si è verificata in altri paesi con clima temperato in America. Per esempio in Canada l'incidenza dei casi di sindrome influenzale era solo leggermente più alta degli anni di riferimento e non si registrava praticamente nessun'eccesso di mortalità.

In Europa il numero di casi di sindrome influenzale cominciava ad aumentare all'inizio del 1969, cioè più tardi degli USA ed un'alta incidenza di casi continuava ad essere osservata fino ad aprile. Quasi tutti i paesi dell'Europa riportavano focolai ma l'estensione variava. Le più grandi epidemie sono state osservate in Polonia ed in Olanda. Epidemie ci sono anche state in Bulgaria, Czecoslovaccia, in parti della BRD, Finlandia, Ungheria, Islanda, Svezia ed in alcuni parti degli USSR. In questi paesi la malattia era benigna e non è stato osservato un importante eccesso di mortalità. Negli altri paesi dell'Europa l'infezione era a volte apparentemente più diffusa ma il numero di richieste di indennità per malattia era solo leggermente più alto del solito. Anche in questi paesi non si registrava un importante eccesso di mortalità. Per esempio nel Regno Unito dove la sorveglianza epidemiologica era buona, si evidenziava che l'infezione era frequente ed estesa ma clinicamente non severa. Altri paesi europei riportavano anche che l'epidemia aveva causato soprattutto focolai locali e che la malattia si diffondeva in modo relativamente lento e non esplosivo come di solito si vede con l'influenza.

Ora comincio a fare lo stesso lavoro per il secondo anno di pandemia, che era per molti paesi notevolmente più pesante del primo anno.

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